Ritirarsi a incontrare e conoscere Cristo

Un gruppo di giovani ha iniziato il nuovo anno con gli esercizi spirituali di sant’Ignazio

Dal 31 dicembre al 5 gennaio scorso, un gruppo di giovani membri e simpatizzanti del Movimento Regnum Christi ha preso parte agli esercizi spirituali ignaziani predicati da p. Federico Macchi, LC.

«Posso dire di aver lasciato tutti a bocca aperta» scrive Martina, «(me compresa) rispondendo che [a Capodanno] avrei partecipato agli esercizi spirituali di sant’Ignazio. Sono stata presso la “Casa Gesù Bambino” di Cerro di Laveno Mombello, curata dalle Piccole Figlie del Sacro Cuore. Non ho visto i fuochi d’artificio sul lago e non ho brindato a mezzanotte, ma la grazia ricevuta e la gioia che ancora porto nel cuore per questa esperienza ripagano grandemente questi piccoli sacrifici mondani».

Gli esercizi spirituali sono tra i mezzi di perseveranza (cfr. MMRC 267-271) proposti ai membri laici del Regnum Christi anche se è molto più comune la scelta di partecipare al triduo di rinnovamento, un ritiro spirituale (in cui si rinnovano, appunto, gli impegni presi con l’adesione al Movimento) che comincia di venerdì sera e termina con il pranzo di domenica. Il triduo è un’esperienza spirituale arricchente e risulta certamente più accessibile, soprattutto per la durata molto ridotta, rispetto agli esercizi spirituali, «che non possono chiamarsi ignaziani» dice padre Federico, «a mio avviso, se durano meno di cinque giorni».

«Sono un’esperienza sempre arricchente per lo stesso predicatore», dice padre Federico. «C’è sempre una meditazione in cui sento che lo Spirito si rivolge a me e mi chiede di cambiare qualcosa nella mia vita. Sono anche un’esperienza di vero combattimento spirituale, in cui agiscono forze contrapposte: prima di iniziare, infatti, mi sono rivolto a tre conventi di clausura e ho chiesto alle suore di accompagnarmi con le loro preghiere. L’impegno che la predicazione richiede è abbondantemente ripagato quando vedi l’azione dello Spirito nelle anime e i ragazzi tornano a casa “camminando a 10 cm da terra”».

Ordinare la vita al compimento della volontà di Dio

Gli esercizi spirituali, come dice lo stesso sant’Ignazio, hanno lo scopo di ordinare la vita dell’esercitante in modo che tutte le sue azioni ed intenzioni siano finalizzate a compiere la volontà di Dio (cfr. sant’Ignazio, Esercizi Spirituali, 21). Sono un’esperienza di incontro con Cristo, lunga e profonda, che illumina la vita e la rinnova nell’adesione a Lui.

Nella concezione di Ignazio, certamente su ispirazione dello Spirito Santo, gli esercizi, se ben vissuti, permettono all’esercitante di compiere un percorso di vita spirituale completo.

Il primo passo, come si legge sul sito del centro ignaziano di spiritualità, il primo esercizio, è quello del riconoscere il proprio peccato, per arrivare infine a percepirsi come creatura nuova pronta a seguire il suo Signore. Sant’Ignazio li ha predicati nell’arco di un mese. Ridotti a cinque giorni richiedono la buona disposizione dell’esercitante e ovviamente la capacità di adattamento del direttore degli esercizi.

Per chi volesse saperne di più, ci sono almeno 622 pronunciamenti dei papi a favore degli esercizi spirituali ignaziani, talora definiti come lo strumento di predicazione più efficace che la Chiesa abbia a disposizione (cfr. Paolo VI alla FIES, 29 dicembre 1965). Pio XI nell’enciclica Mens Nostra (20 dicembre 1929), sugli esercizi, li indica come il «più sapiente e universale codice di governo spirituale». 

Qui il racconto integrale di Martina, una delle giovani che hanno preso parte agli esercizi spirituali ha raccontato così la sua esperienza.

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