Educazione e servizio: la missione di Patrizia Revelli alla guida dell’Highlands Institute

Consacrata, italiana, dal 2023  Patrizia è rettrice dell’Highlands Institute, scuola paritaria ad indirizzo internazionale del Regnum Christi nel quartiere Eur a Roma. L’abbiamo intervistata per capire meglio come vive la sua missione.

Patrizia Revelli è consacrata del Regnum Christi dal 1988. La sua formazione comprende studi in Scienze Religiose presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma ed Educazione e Sviluppo presso l’Università Anáhuac di Città del Messico. Prima di intraprendere la vita consacrata, ha conseguito la laurea in Infermieristica. Da giugno 2023 è Rettrice dell’Highlands Institute, scuola paritaria a indirizzo internazionale della Rete Scuole Regnum Christi, situata nel quartiere Eur a Roma.

Quando e come hai conosciuto il Regnum Christi?
Provengo da una famiglia italiana che ha vissuto per molti anni all’estero, in Francia a Beausoleil, quasi al confine con il Principato di Monaco. Quando avevo 16 anni, al liceo, ho conosciuto un sacerdote che collaborava nella cappellania della mia scuola. Era un Padre membro del Regnum Christi, che poi sarebbe diventato Legionario di Cristo. Durante un incontro individuale mi mise in contatto con altre ragazze che stavano iniziando il primo gruppo di giovani del Regnum Christi. Poco a poco, sotto la guida di questo sacerdote, ho iniziato il mio percorso come membro del Regnum Christi.

In questi anni di vita nel Regnum Christi, di cosa ti sei occupata?
Ho compiuto da poco 37 anni di vita consacrata. In tutto questo tempo ho svolto diverse missioni in realtà come NET ed ECYD, sezioni giovani e adulti del Regnum Christi, e nelle scuole come istruttrice di formazione e ora come rettrice. Per due anni ho svolto la mia missione presso “Notre Dame” di Gerusalemme; ho trascorso altri due anni in Canada, principalmente nella parte francofona, per accompagnare i gruppi NET, ECYD e del Regnum Christi. Qui a Roma ho servito la Federazione in qualità di membro del Collegio Locale di Roma. Ho ricoperto anche incarichi interni come economa di comunità, consigliera della direttrice territoriale e responsabile di comunità. Tutto questo mi ha portata in vari Paesi, tra cui Italia, Francia, Messico, Venezuela, Canada e Terra Santa.

Dal 2023 sei Rettrice dell’Highlands Institute di Roma, l’unica scuola del Regnum Christi in Italia. Come vivi questo incarico e cosa significa per te?
Mi sento “piccola” per questa missione, ma è un sentimento ricorrente in me. È una sensazione che mi permette di essere molto realista, di stare al mio posto, che è quello di una persona umana, limitata ma consacrata. Questo per me ha un valore immenso, poiché mi sento sempre nelle mani del mio Signore e suo strumento. Il mio compito è quello di collaborare al meglio con Lui, disturbando il meno possibile.

È un incarico che non avrei mai scelto, ma che ho accolto perché conoscevo già bene l’Highlands Roma, avendoci lavorato in precedenza per dieci anni; sentivo di poterlo servire in modo nuovo. Per me la direzione è servizio. Non rappresento solo un’istituzione, una Federazione o una rete educativa con il compito primario di realizzare la missione secondo un carisma specifico e uno spirito definito nel PEI (Progetto Educativo di Istituto), ma sono chiamata a dare un servizio come Patrizia, per quella che sono, con i talenti e i limiti che mi appartengono.

Qual è la cosa più bella di questo incarico?
Sicuramente poter contribuire all’educazione e alla formazione del tesoro più grande che ogni società possiede e che ne rappresenta il futuro: i bambini e i ragazzi. Il nostro motto è anche il nostro più grande impegno: “Educazione per affrontare il mondo, formazione per cambiarlo”. La cosa più bella, che mi emoziona ogni giorno, è il lavoro di squadra in cui ognuno collabora con la propria specifica formazione e i propri talenti. Vedere e sperimentare la grande passione che tutti mettono nell’accompagnamento di ogni singolo studente mi insegna e mi regala davvero molto.

Quale trovi sia l’aspetto più faticoso, invece?
L’aspetto più faticoso è forse l’accompagnamento, perché richiede — ed è così che vogliamo che sia — di personalizzare sia i contenuti che le modalità di trasmissione. È necessaria una richiesta formativa consapevole della sofferenza dell’altro e dei suoi limiti. L’obiettivo è rendere l’alunno partecipe e corresponsabile della propria crescita e dell’acquisizione di una consapevolezza di sé, di competenze, valori, spirito critico e autostima. Tutto questo serve per vivere in libertà e responsabilità nella verità, trovando il pieno senso della propria vita e, dunque, la felicità. Le nuove generazioni hanno forse tutto dal punto di vista materiale, almeno per le famiglie che scelgono la nostra scuola, ma tristemente molti soffrono di un’importante povertà sul piano umano, affettivo ed emotivo.

Se dovessi spiegare il cuore di una scuola Regnum Christi in una frase, cosa diresti?
La scuola rappresenta un luogo sicuro per ognuno dei nostri alunni: questo non è soltanto un desiderio o un impegno, ma una realtà testimoniata dai ragazzi stessi. Il nostro modello formativo vuole avere l’amore come principio, fine e motore. Desidera formare generazioni di ricercatori della verità: persone libere e mature che amino Cristo e siano suoi apostoli.

Quale credi sia l’apporto specifico di una consacrata del Regnum Christi al mondo dell’educazione?
L’apporto specifico di una consacrata, in generale e nel mondo dell’istruzione, è sicuramente la gratuità e la totalità della propria donazione, vissuta come dono del Signore e al Signore per ogni individuo nella sua unicità. È un dono che è anzitutto preghiera, seguita dalla testimonianza della propria vita e dall’impegno quotidiano nel lavoro di squadra con i collaboratori. In quanto consacrata del Regnum Christi, l’apporto specifico è certamente quello del carisma proprio messo al servizio di una comunità educativa.

Attualmente come è strutturata una tua “giornata tipo”?
L’inizio della giornata avviene sempre nella cappella con una preghiera per ricordare tutti i membri della nostra comunità scolastica, piccoli e grandi. È il mio modo di offrire tutto l’operato al Signore e di chiedergli luce, saggezza, bontà e grazia. Il resto della giornata richiede molte riunioni, che occupano gran parte del mio tempo a scuola. Ci sono tanti appuntamenti anche individuali con famiglie, con docenti, con i membri del direttivo: tanti colloqui individuali organizzativi, motivazionali, di feedback e di proiezione dell’azione concreta. A volte questi impegni limitano le opportunità di partecipare alla vita scolastica negli alunni ossia il poterli incontrare in aula e nei corridoi. Però non manco mai di partecipare al pranzo con tutti in sala mensa. Non mancano tanti eventi in calendario che danno l’opportunità di incontro con le famiglie e i nostri alunni.

Quali sono le sfide attuali sulle quali state lavorando all’Highlands?
Sicuramente una grande sfida è quella dell’alleanza scuola-famiglia: una sfida di vera collaborazione tra casa e scuola, tra genitori e formatori. Tale alleanza non è affatto scontata, specialmente in una scuola paritaria dove si può facilmente confondere il concetto di “scuola privata” (in realtà pubblica ma non statale) con quello di una scuola “à la carte”.

C’è qualche progetto futuro che vi piacerebbe intraprendere come scuola?
Un nuovo Piano dell’Offerta Formativa Sportiva: un’integrazione totale e organica tra curricolo scolastico e attività sportiva. Non si tratta di un’integrazione meramente organizzativa, di una semplice compresenza di attività diverse gestite da soggetti differenti o di una giustapposizione tra momenti dedicati allo studio e momenti dedicati allo sport. Si tratta di una vera e propria sinergia educativa, in cui lo sport dialoga costantemente e in modo fertile con le altre discipline del curricolo. L’obiettivo è che contribuisca, in modo specifico e insostituibile, al raggiungimento degli obiettivi formativi trasversali dell’Istituto.


L’offerta dell’Highlands Institute comprende: scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado (liceo linguistico internazionale quadriennale e liceo scientifico internazionale). Il progetto formativo è caratterizzato da una forte impronta internazionale, in particolare con il potenziamento della lingua inglese, e da metodologie e tecnologie all’avanguardia.

L’Highlands Institute è parte della rete di scuole del Regnum Christi che, in tutto il mondo, conta più di 150 istituti in 19 paesi con quasi 70 anni di esperienza.

Maggiori informazioni su https://highlandsroma.com/

 

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